Emigrato Australia – capitolo 2

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Ormai locals nel quartiere di Middle Park a Melbourne e si celebra la Pasqua con le tradizioni del posto…silenzio nel cervello…quali saranno le usanze del luogo!?!? Facciamo così, intanto cuciniamo una pastiera napoletana e poi vediamo…ah, ecco…c’è l’ Easter Bunny qui che è un bilby (coniglietto marsupiale indigeno e quasi estinto) e si va tutti a pranzo dalla cugina, ognuno porta qualcosa, si bussa con i piedi come si dice a Roma. Oggi c’è anche uncle Bob (zio Roberto) il quale introdusse il nostro amico al mondo del vino…si, si, dico proprio all’inizio, il primo viaggio in Australia, tutti a tavola a Sunbury, il vecchio apre un vino rosso del ’78 che Dio solo sa cos’era, ma c’era la storiella dietro ed è quella che influenza il nostro viaggiatore.

“Che cos’è zio?”
“E’ booze che mi ha dato un mio amico, aveva le vigne in Barossa Valley a Williamstown e conferiva le uve a Penfold per il Grange…o almeno diceva così..e poi imbottigliava qualcosa per lui senza etichettare…però alla fine lo ha capito, ha tolto queste vigne, che ce ne sono così tante, erano inutili, ed ha costruito dei bei buildings con apartments ed è diventato milionario… buono però il vino, no?? non ha ancora vent’anni, ma è già buono!!”
Per colpa di questa boccia e delle chiacchiere aroud it il vino è entrato a far parte della nostra storia.

Koppamurra ’98 Cabernet Sauvignon Joanna

immagine 5Deep ruby red with crimson edge.
Red iris, violet, wisteria. Sour cherry, ink, leather, iodine, black olives, tobacco leaves. Blood orange notes. Gum tree bark.
full and velvety mouthful, cedar wood to start with and aftertaste of chestnut and balsamic.
great tannin, savoury, raw meat, intense, a little lack of flesh in the mid palate, very persistent anyway.
Still young, very interesting.
Vigna venduta nel 2003 a Croser-Lynch Bages e ribattezzata Whalebone Vineyard,
siamo a Wrattonbully, appena sopra Coonawarra.
(TastedNov2009)

Tutto si deve assestare, anche la testa della gente su quello che vuole fare: ci sono mille storie da raccontare, tra le più affascinanti c’è quella di Maurice O’Shea, vero pioniere del vino in Australia, anche Max Schubert, creatore del Grange, si ispirò ai suoi vini.
Nasce da madre francese (tanto per cambiare) e padre irlandese a Sydney, educazione europea dalla madre e quasi alcolizzato da parte del padre (che morirà di cirrosi epatica); il padre seleziona vini sfusi nel New South Wales e li rivende nel suo piccolo negozio in città. Passato al creatore papà l’unica speranza, dal punto di vista della madre è quella di mandare il primogenito Maurice in Europa per dare una svolta alla vita della famiglia. Così nel 1913 a 16 anni lui andò!!
Rischiò di andare al fronte, affrontò paure, assorbì la cultura europea, specie quella enogastronomica, studiò a Montpellier, visse a Montpellier e non voleva più tornare indietro, ma il senso del dovere prevalse e tornò a malincuore in Australia riaffrontando quel viaggio che durava mesi senza la sicurezza di arrivare in salute.immagine 6

E qui ci si domanda…cosa assaggiò in Francia questo ragazzo che lo rapì fino a farlo desiderare di non tornare nella sua terra natia??
..la risposta è il cibo, il vino, la vita, l’aria e tutto lo stimolò ad incamerare tutti questi odori e sapori, lo fanno diventare un “piccolo” Jean-Baptiste Grenouille, usa naso, bocca ed occhi come pochi possono fare e tanto meno in Australia dove tutto è più limitato, cosi si ritrova con una marcia in più.
Al ritorno il giovanotto decide che i vini più buoni assaggiati da lui downunder vengono dall’Hunter Valley…in quella annata almeno.
Nessuno può spiegargli che a Cessnock le stagioni non sono tutte ottimali, una su tre è decente ed è dura la vita per qualsiasi attività non solo per un viticoltore. Non c’era acqua o elettricità, ma la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) fece in modo che la sua prima vendemmia nel 1923 producesse del vino memorabile per lungo tempo a venire. E così il povero Maurice O’Shea rimase incastrato nella sua vita di sacrificio che gli renderà giustizia solo una volta andato al creatore. Il clima Australiano fu ingrato con lui come lo fu con i galeotti arrivati dall’Inghilterra qualche anno prima, quello stesso clima così ben sopportato dagli abos che furono perseguitati da quei bravi ragazzi.
I custodi della Terra sono stati uccisi massacrati dai Nuovi padroni i quali moriranno anche loro, ma non molleranno questa landa, non la molleranno fino a che non diventerà un loro dominio, e poi si arriva ad oggi, con lo sbiancamento della barriera corallina, che amarezza.

immagine 7Facciamo così, beviamoci qualcos’altro:

Tyrrell’s Hunter Semillon Belford 2002

One of those bottle you turn around to see what’s going on and it vanishes!!
Lime and lemon, little green, very marine, super incisive.
Light with great freshness, lanoline and graphite. Definitely persistent.
(TastedNov2009)

Mount Pleasant Hunter Semillon Lovedale Single Vineyard 2001

Pale yellow with golden edges.
Nose of Lime, lemongrass, passion fruit, litchee and more tropical fruits.
Lanolin, graphite, little toasty. Minerally with an interesting tingle on your tongue.
Long and sharp, hints of honey. Notes of basil and sage.
Fantastic wine on raw seafoods. Terroir amazingly expressed.
To buy again and again. Slightly softer style than the Tyrrell’s wines, but not less good at all.
(TastedMar2010)

Brokenwood Hunter Semillon ILR Reserve 2002immagine 4

Pale yellow and brilliant.
Lime, white flowers, lanolin, crispy, good flesh, still young. Good acidity,
Long, peach, yeasty. Still 7-8 years ahead easily.
Great aperitif, it could be superlatif on oysters or other raw seafoods.
(TastedApr2010)

De Iuliis Hunter Semillon Aged Release 2002

Brilliant pale yellow.
Lime, lanolin, mollica, minerally, wax, pear, wh9te flowers, little toasty, cashew, pistacchio, fossils.
it reminds of a young Mersault (Clos de Mon Plaisir 1999 Roulot).
Balanced mouthful, not super fresh, very persistent, great wine.
After taste of wax, marzipan, fruits and minerality.
It might even get better with time in the bottle.
I need more!!
(TastedMay2010)

Bottle Choice…keep it real, mate!

..a casa c’è un armadio a muro, lo vede…tutto a posto, però fin dal primo momento che lo ha aperto ci ha visto scaffalature piene di VINO!!!
Poi ha realizzato che ci andavano i vestiti, ma qualche scaffale è stato dedicato a quella dannata bevanda.
Il momento è
“Cosa apro?” “Che serata è?”
“Grande vino o se bevemo ‘na cosetta semplice?”
“Che musica c’è?” “Quanti semo?” “Età media?”
Al momento tutto tace, è notte fonda…il motore del frigorifero.. lo apro..
“Birra fredda?” E ce penso…
“Cosa apro?” “.. c’ho un po’ freddo..” “..forse un rosso..” “..maybe un port..”
I swear i’d love a damned good German TBA that would match perfectly la Pastiera Napoletana che ha fatto mi moje!! immagine 1

Ahimè non c’è, me faccio annà bene ‘a bira.

In Australia gli winemakers sono delle piccole star;

Nel ’97, quando il nostro compaesano arrivò qui down under, si parlava solo di ” standing in the pub with a stubbie in your hand!”
La birra era l’unica bevanda possibile e Fair Dinkum quando ci sono 40-45 gradi non c’è niente di meglio di una Crown Lager or di una Asahi servita a due gradi centigradi.. ed è solo l’inizio del six pack obbligatorio (l’acqua fa le rane in pancia e la ruggine).

Ad oggi il mondo del vino è un grandissimo business, giro di soldi, il vino è sovvenzionato soprattutto dalle grandi aziende che pagano fior di quattrini per avere la firma del più quotato winemaker sull’etichetta… che paura…fortunatamente non c’è solo questo, ma se guardiamo gli appezzamenti di terreno coltivati a vigna, che sono immensi, capiamo perché le wineries non vogliono rischiare un’annata cattiva, un raccolto minore o da buttare.. beh.. sai che c’è ..irrighiamo tutti gli anni per raggiungere gli standard di acqua necessaria per fare il vino come ci hanno insegnato a scuola, cerchiamo di fare il vino che piace alla gente…ovviamente standardizziamo i prodotti, a volte è difficile capire le annate, le provenienze, si hopa (spera!?!?) che il produttore abbia uno stile unico ed irripetibile, ma questo succeed very rarely.
Stanno arrivando slash sono arrivate le tendenze dei vini naturali, ma l’approccio è lo stesso, i produttori e gli winemakers sono gli stessi:
si fa quello che richiede il mercato, si amplia il range di vini per partecipare ad una nuova Gold Rush, ma ovviamente l’oro prima o poi finisce.

immagine 2Comunque i vini buoni ci sono anche qui, ma la sensazione è che si possa fare molto meglio, che possano vendere meglio i propri orgogli vinicoli e non, sembra quasi che non vogliano brillare troppo per essere notati, sembra che gli basti stare nella loro “piccola” isola felice e così si accontentano, non perfezionano quello che hanno tra le mani (o magari è troppo presto nella loro storia per pretendere questo), comunque il money entra and that’s all that matters.
Anche perché come escono dalla propria nazione vengono additati come rozzi, contadini, bushman e probabilmente senza essere troppo lontani dalla realtà.
Con un po’ di umiltà si potrebbero valorizzare le biodiversità di questa terra fantastica che regala materie prime uniche…un piccolo “cetriolino” che una volta tagliato rilascia una sostanza con la consistenza del caviale, ma con un fortissimo sapore di lime, si chiama fingerlime ed è un frutto della rainforest, si può decisamente usare nel condimento di piatti a base di pesce, ma nell’uso godereccio OZ si aggiunge al Gin & Tonic.

Poi guardate di cosa si innamora il nostro viaggiatore…

Seppelt Para Old Liquer Port Bottling 101

Just the bottle shape already looks fantastic!!
they work with soleras; bottling 101 was the first after the law changed and they couldn’t write anymore a vintage on the label which would refer to the newest vintage in the blend.
this bottle has no liquid younger than 1947 which is a while ago. Yopu can still find bottles vintaged 1890!!
Very good stuff, whenever you see this bottle shape, grab it, you won’t regret.
(TastedApr2017)

Houghton Perth Vintage Port 1979

Starts sweet and then the freshness leads the whole game. Incredibly enjoyable.
(TastedDec2016)immagine 3

Chateau Reynella Vintage Port 1974

So many different shades of beauty. Lo so non vordi’ gnente, ma er vino era veramente emozionante!!!
(TastedApr2017)

E per finire…

Petersons Hunter Semillon 1985

Agewise is incredible!! So balanced i must have been lucky too.
Spectrum so vast. From nutmeg to grapefruit.
Fresh, but so complex. Pretty long too.
Paid 20 bucks.
(TastedMar2017)

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