Enocentrismo

In Mentors and Lectures by Alessandro PepeLeave a Comment

Ed in principio fu il vino imageQuesto l’assioma su cui si fonda la disciplina enocentrica, la madre di tutti i riti. C’è chi la definisce scienza, chi religione, chi semplice attitudine culturale. Gli antropologi la definiscono una zona liminoide (per dirla alla Victor Turner) dove si sostituisce il sacro al profano, dove lo strumento ed il mezzo (il totem di Fraser, per intenderci) non è più l’oggetto del culto ma il culto stesso. Da qui nasce l’enocentrismo. I fatti della storia, dell’agire umano, i miti e le leggende e la stessa cronologia temporale vengono sostituiti dal vino e dal sul processo. L’enocentrismo è una religione metonimica, dove la parte, il vino, è il tutto. Ha, come tutte le religioni, i suoi sacerdoti, i suoi discepoli, i suoi adepti e i suoi sacrifici. E’ metonimica anche la bottiglia di vino, nei riti enocentrici, perché è si vittima sacrificale (si dice in gergo ‘tirare il collo alla bottiglia’) ma è anche la divinità stessa. E’ una religione inoltre sia politeista che monoteista: ogni bottiglia, una volta sacrificata, viene sostituita da un’altra ma i discepoli la percepiranno come una e sola. image2Il parlare del vino è sacro ed è un gergo che non è per sua natura evangelizzante. Il Maestro di cerimonie comunica in una lingua sconosciuta ai non adepti, da qui l’enocentrismo acquisisce i caratteri della setta. Inoltre vi sono gli esegeti che racconteranno la loro interpretazione della storia. Il vino come bevanda civilizzante, il vino come coltura e cultura che rende le popolazioni nomadi stanziali, che pone le basi della nascita della civiltà moderna, del progresso. Il vino come memoria culturale, ed il gusto come origine del ricordo e quindi della storia stessa (Marcel Proust era un Gran Maestro di Cerimonia enocentrica). La storia diventa da ciclica a lineare grazie alle annate e ai millesimi. E in base al vino viene reinterpretata. Troia coltivava i migliori vini di tutta l’Asia Minore. Le sue mura non erano altro che un’estensione di quello che in futuro sarà il Claustrum romano (in Francese il Clos). image3La rivoluzione Francese scoppia il 13 Luglio del 1789 ( e non il 14), a causa di uno sciopero sui dazi doganali sul vino alle porte di Parigi. Adolf Hitler era astemio.

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